Un gioiello gratuito per una rivoluzione culturale

Ogni tre giorni, una notizia di femminicidio, da Nord a Sud. Una tragedia che
colpisce ogni sorta di ceto sociale, un’offesa alla vita e alla cultura di un popolo. Sono trascorsi anni di dibattiti e convegni per meglio comprendere cosa fare per limitare il fenomeno. Si interviene nella formazione culturale con i convegni nelle università e non solo, affrontando la materia come oggetto di studio; in alcune scuole superiori all’avanguardia l’argomento viene trattato per un monte ore da associazioni che si dedicano a sensibilizzare gli studenti, ciò è possibile grazie alla libertà d’insegnamento del docente. Qualcosa si inizia a muoversi in Italia. Ma a Milano, c’è un piccolo gioiello, un esperimento sociale, nato nell’ombra, con una prima elementare, si sta diffondendo in diverse regioni: è il Progetto “IO VALGO”. Un percorso di cinque anni che educa alla prevenzione della violenza di genere.Il progetto è stato fondato e coordinato dalla Dott.ssa Maria Amantea, docente e criminologa. E’ attivo presso l’I.C.S. Paolo e Larissa Pini(Mi). E’ un percorso gratuito, apolitico, senza termini cruenti, gestito dai docenti in sinergia gratuita con una rete territoriale e c’è la collaborazione costante (diretta e trasversale)delle famiglie. In Puglia c’è il meglio l’I.C.S. “Cappuccini” con la dirigente Prof. Rosetta Carlino il progetto parte dalla scuola dell’infanzia la stessa che ha adottato anche il metodo “Montessoriano” e si estende con le scuole superiori di Grottaglie (TA) della dirigente Anna Sturino.Sempre silenziosamente ma facendo fatti, le scuole delle regioni che hanno adottato il progetto “Io Valgo”si stanno muovendo con un gemellaggio online, tenendo conto che alcune non frequentano in presenza.In questi giorni gli alunni del progetto hanno scritto a diverse figure autorevoli tra cui il Presidente della Repubblica, la Ministra Azzolina e il magnifico Rettore dell’università di Messina, per chiedere che le parole della Dott.ssa Lorena Quaranta, vittima di femminicidio avvenuto nel lochdwn fossero scritte nell’ateneo frequentato dalla vittima. Le parole: “Bisogna dimostrare responsabilità e amore per la vita” sono così rientrate nelle attività di educazione civica. Il magnifico, rettore di Messina, Prof. Salvatore Cuzzocrea, ha accolto la richiesta degli alunni rendendoli felici nel loro ruolo di piccoli cittadini attivi. E’ chiaro che l’università ha un’ enorme preparazione e sensibilità per gli studi sulla prevenzione della violenza di genere.In Sicilia il progetto è stato adottato dall’ I.C.S. “S.Alessandra” di Rosolini con il dirigente Salvatore Lupo; in Calabria il progetto è adottato dall’I.C.S. Mameli Manzoni con la dirigente Prof. Antonella Bozzo. E’ chiara l’importanza e l’effetto che queste parole possono avere sui giovani. Infatti dai social è partita anche l’iniziativa di alcune giovani donne di contribuire insieme al progetto “ Io Valgo” a chiedere che le parole della Dott.ssa Quaranta, vengano scritte in altri luoghi di cultura e di aggregazione di tutta Italia, perché le parole volano raggiungono le persone, parlano alla coscienza e restano impresse se corte ed efficaci …perché i convegni sono sporadici e insufficienti rispetto al dilagarsi del fenomeno e quanto detto in essi , pur essendo molto importante, non sempre rimane impresso nella mente. Essendo un progetto gratuito chiunque può contattare la Dott.ssa Amantea che ad oggi si è resa disponibile ad offrire il suo contributo professionale gratuitamente. Insieme si può fare la differenza. Unirsi oggi senza aspettare a domani, perché domani potrebbe essere un altro 25 Novembre.
Tutti i riferimenti sono sul sito privo di pubblicità
www.progettoiovalgo.com

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