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Gino Sabatini Odoardi, "Decentrato"

"Decentrato" è la prima mostra che Whitelight Art Gallery presenta nella nuova sede all'interno di Copernico Milano Centrale e la prima personale di Gino Sabatini Odoardi a Milano.

La mostra si evolve a partire da due importanti progetti che l'artista ha attuato negli ultimi anni: Tra le pieghe e Cortocircuiti. Il confronto tra queste ricerche origina due percorsi distinti e al contempo organici tra loro, includendo opere fondate sui temi del sacro e del profano e sull'analogia piega/sublimazione, che costituiscono il nucleo del lavoro pensato site specific per lo spazio del Copernico Milano Centrale, all'interno del più ampio progetto art basement.

Il tentativo messo in atto da Gino Sabatini Odoardi è di destabilizzare, insinuare il dubbio, rimettere in discussione la realtà, rompere gli equilibri su cui poggia la nostra cultura, scardinandone le certezze, in un continuo rimando di domande inevase. Al contempo la sublimazione della piega, che coincide con gli elementi essenziali della percezione quali luce/ombra, bianco/nero, dentro/fuori, invita a un'immersione dello sguardo verso opere i cui increspi, nelle loro infinite combinazioni, raccontano gli innumerevoli risvolti della vita, dove niente è chiaro e niente è rivelato.

Da sempre sul confine instabile tra sacro e ludico, la ricerca di Gino Sabatini Odoardi squaderna ideologie e attiva minuziosi programmi alterati, misurandosi con un'opera sempre raffinata e preziosa nella quale la fluidità estetica è inseparabile da un'interrogazione sull'autonomia dell'opera stessa. In un atteggiamento di programmata decostruzione delle geografie precostituite del paradigma quotidiano, l'artista si muove nella dimensione del dubbio, estensione elaborata con la grammatica precisa di un atteggiamento agnostico basato sulla ferma convinzione che l'assoluto in verità sfugge alla mente umana e, di conseguenza, non è plausibile parlare di ciò che non si conosce.

L'intenzione per Sabatini Odoardi, cresciuto giovanissimo alla "bottega" di Fabio Mauri, è quella di mettere in forse le certezze - anche quando si tratta di scomodare la storia per contestarne l'accettazione passiva dei fatti. Sabatini Odoardi innesca attraverso l'arte un processo di metonìmia mentale i cui presupposti risiedono nel verosimile e nella verosimiglianza. Si tratta di piccoli spostamenti parziali, di decentramenti che implicano una progressione per derive orizzontali. Il tentativo è attivare il superamento di un atteggiamento linguistico e intellettuale precostituito, ma che l'arte rende vulnerabile attraverso il coraggio di procedere in altre direzioni e sconosciute regioni attraverso la presenza potente dell'opera d'arte intesa come territorio esistenziale costruito tra pieghe e interstizi, eterogeneo e fluido.


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