Politica

Si ritorna a parlare di una moschea a Sesto San Giovanni

L'argomento 'scalda' la campagna elettorale

Repertorio

Si scaldano i motori della campagna elettorale a Sesto San Giovanni, centro più importante e popoloso della città metropolitana milanese. E si scaldano su un tema che, nell'ex Stalingrado d'Italia, ha sempre generato polemiche e divisioni: la moschea, il luogo di culto islamico, che manca e che il centrosinistra non ha mai fatto mistero di voler realizzare. Tanto che, cinque anni fa, fu uno dei punti su cui il centrodestra costruì la storica vittoria del sindaco Roberto Di Stefano. Che, all'epoca, era di Forza Italia e nel frattempo è passato alla Lega. E, ora, si candida per il secondo mandato.

Il suo sfidante è Michele Foggetta, di estrazione nettamente di sinistra, che ha vinto le primarie sostenuto da Sinistra Italiana. La questione del luogo di culto islamico a Sesto si trascina da anni. Attualmente i musulmani pregano in via Luini, in uno spazio che, per la giunta di centrodestra uscente, sarebbe abusivo e, comunque, provvisorio nelle intenzioni dei fedeli. Accanto c'è un terreno, lo hanno bonificato a loro spese e in teoria avrebbero dovuto costruirvi una struttura definitiva, ma non se n'è fatto nulla. 

Nel 2019 una sentenza del Consiglio di Stato ha dichiarato decaduto il permesso a costruire da parte della comunità islamica sottolineando, però, che il diritto di culto è protetto dalla Costituzione e non può venire superato da una legge urbanistica locale, il che avrebbe dovuto aprire le porte a un dialogo con l'amministrazione comunale per trovare una soluzione condivisa. Soluzione, però, di fatto mai trovata. Ed è proprio ciò che vorrebbe fare Foggetta se il centrosinistra riconquisterà Sesto.

Una promessa che ha fatto sobbalzare il centrodestra, sottolineando il "no alla grande moschea che la sinistra vuole realizzare trasformando Sesto nella Mecca del Nord Italia", come scrive il sindaco Di Stefano in una nota. Alcuni leghisti citano Charlie Hebdo (il deputato Jari Colla) o il terrorista Anis Amri, responsabile della strage di Berlino e poi in fuga a Milano, sorpreso e ucciso in uno scontro a fuoco proprio a Sesto (il vice capogruppo alla Camera Fabrizio Cecchetti). 

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