Elezioni comunali 2021

Finanziamenti in nero per la campagna di Fratelli d'Italia: esposto di Europa Verde

Si infiamma la polemica dopo la pubblicazione di un'inchiesta con telecamere nascoste in cui Jonghi Lavarini e Fidanza parlano di finanziamenti in nero e allusioni al fascismo

Scoppia la polemica, a pochi giorni dal voto alle elezioni comunali (a Milano e altrove), sui presunti finanziamenti in nero della campagna elettorale di alcuni candidati di Fratelli d'Italia emersi da un'inchiesta di Fanpage.it di cui è stata pubblicata la prima puntata (andata in onda anche su Piazzapulita). La lista di Europa Verde, che si presenta alle elezioni in appoggio a Beppe Sala, venerdì mattina, definendo "sconvolgente" l'inchiesta, ha annunciato un esposto alla magistratura sul metodo delle "lavatrici per rendere puliti i soldi versati in nero", descritto da Roberto Jonghi Lavarini, detto il Barone Nero, tra i coordinatori della campagna di alcuni candidati di Fdi, al giornalista che si è finto imprenditore per realizzare il servizio, nel quale è presente anche Carlo Fidanza, eurodeputato di Fdi e già consigliere comunale a Milano.

"Se l'inchiesta venisse confermata - commentano i coportavoce di Europa Verde Angelo Bonelli ed Eleonora Evi - questo si chiama riciclaggio ed è inaccettabile che questi signori rimangano al loro posto un minuto di più. Per questa ragione questa mattina abbiamo inviato alla procura di Milano un esposto con il quale chiediamo l'apertura di un’inchiesta per accertare i fatti esposti nel servizio e nel caso adottare i provvedimenti necessari. Il sistema delle lavatrici di cui ha parlato il Barone Nero potrebbe aver consentito anche il riciclaggio di denaro sporco di dubbia provenienza, e questo è un fatto che va immediatamente accertato".

Dopo la diffusione del filmato, la leader nazionalde di Fdi Giorgia Meloni aveva dichiarato: "Valuteremo le responsabilità. Vogliamo il girato integrale. Non prenderemo per oro colato quanto riportato con il palese intento di infangare la nostra onorabilità". All'interno del servizio, oltre che di presunti finanziamenti in nero alla campagna elettorale, si sentono diversi riferimenti al fascismo e anche a Hitler.

"Quello che emerge dall'inchiesta di Fanpage, raccontato ieri anche dalla trasmissione Piazza Pulita, fotografa un quadro inquietante e pericoloso su cosa sia il partito della Meloni e sulla galassia nera che gli gravita attorno.

Mentre l'europarlamentare Fidanza spiega come "lavare" i fondi destinati al finanziamento della campagna di Milano, il barone nero Jonghi Lavarini, condannato per apologia di fascismo, lo stesso che qualche giorno fa ha aggredito un nostro volontario, è il tramite all'interno di un torbido sottobosco fatto di ingerenze che arrivano da Mosca e dalla galassia fascista. Parliamo di candidati al Consiglio comunale di Milano che si ritrovano tra saluti romani a inneggiare apertamente a Hitler e agli episodi che hanno scatenato il progetto antisemita, e tra le risate non si fanno neppure mancare il razzismo, con i progetti su come far affondare i barconi dei migranti.

Roggiani (Pd): "Avevamo ragione a parlare di antifascismo"

"Ci hanno accusato di usare l'antifascismo come fosse una bandierina e invece avevamo ragione", il commento di Silvia Roggiani, segretaria metropolitana del Partito democratico, che spiega di voler parlare "al di là delle responsabilità penali che spetta indagare alla magistratura".

"Confermano che facevamo bene a chiedere spiegazioni a Luca Bernardo, sulle sue posizioni in merito a certi personaggi, come Chiara Valcepina la cui candidatura è assolutamente inaccettabile nella Milano medaglia d'Oro alla Resistenza, invitandolo a dichiararsi apertamente antifascista e rinunciare al sostegno dell'estrema destra", continua Roggiani: "Le parole e le immagini disgustose che abbiamo ascoltato e visto parlano chiaro: Fidanza faccia un passo indietro e si dimetta dalle sue cariche. Chi calpesta i valori democratici sanciti dalla nostra Costituzione non è degno di rappresentare i cittadini e ricoprire incarichi istituzionali".

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